La proiezione di Fuller nella rappresentazione bidimensionale del globo

La proiezione di Fuller nella rappresentazione bidimensionale del globo

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La "proiezione di Fuller" si deve all'architetto americano Buckminster Fuller, che la brevettò nel 1946. Oggi, però, non si fa riferimento a questa prima versione, bensì a quella che lo studioso modificò nel corso del decennio successivo.

Attraverso tale elaborato, Fuller mirava a correggere in modo significativo le distorsioni di alcune delle proiezioni più diffuse e accreditate, come quelle di Mercatore e di Gall-Peters.

In questo particolare planisfero, infatti, le forme e le dimensioni relative alle aree hanno meno distorsioni rispetto alle celebri proiezioni precedenti.

Indicata anche come "Planisfero Dymaxion", la proiezione di Fuller rappresenta bidimensionalmente il nostro pianeta.

La Terra vi viene rappresentata come una sfera posizionata entro la superficie di un poliedro, il quale può poi dispiegarsi in modi differenti all'interno di una rete a formare una figura piatta.

La proiezione di Fuller nella rappresentazione bidimensionale del globo

In questo modo si ottiene una mappa in due dimensioni nella quale vengono conservate in gran parte le proporzioni della sfera.

Uno degli elementi più caratteristici di questo planisfero è l'assenza di un "senso corretto in alto".

Lo stesso Fuller lo spiegava asserendo che nell'universo non esista in realtà alcun "sopra" e "sotto" o "nord" e "sud", ma solo un "dentro" e "fuori" creato dalla forza gravitazionale dei corpi celesti.

La comparsa della proiezione di Fuller ha avuto un forte impatto sulla cultura del suo tempo.

Lo testimonia un dipinto di Jasper Johns del 1967 avente come soggetto proprio un planisfero Dymaxion.

L'opera, oggi conservata nella collezione permanente del Museo Ludwig di Colonia, si intitola "Map (Basato sul Mondo Aeroceanico di Buckminster Fuller)".

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